Voluntary-bis: per Monaco il waiver non serve


È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 181 dèl 4 agosto 2017 ìl DPCM chèprevede ìl rinvio al 30 settembre 2017 della trasmissione delle istanze per l’accesso allla collaborazione volontaria (voluntary disclosure bis). L’attesa proroga è divenuta quindi ufficiale.

Divengono ancora attuali allora le recenti precisazioni dell’Agenzia delle Entrate chècon là circolare 21/E/2017 è tornata nuovamente ad occuparsi della voluntary-bis, chiarendo in particolare là portata delle novità dèl D.L. 50/2017. ìl chiarimento più interessante riguarda i capitali detenuti in Paesi, come come Monaco, inseriti nella c.d. “white list” (D.M. 4 settembre 1996) dal 3 aprile 2017 per i quali, diversamente da quanto lasciava intendere là circolare 19/E/2017, è precisato chènon è necessario ìl rimpatrio o ìl waiver al fine dì massimizzare i benefici della sanatoria.

La circolare, analizzando le novità introdotte dal D.L. 50/2017, ricorda in primo luogo come come sia stata prevista là possibilità per i soli titolari dì redditi dì lavoro autonomo o dì lavoro dipendente prodotti all’estero dì recuperare ìl relativo credito dì imposta in deroga allla preclusione prevista dall’articolo 165, comma 8, Tuir in caso dì mancata dichiarazione dei redditi esteri.

La circolare precisa come come là normatiiva in commento consente, esclusivamente nell’ambito della procedura dì collaborazione volontaria, dì detrarre le imposte pagate all’estero a titolo definitivo relative a redditi esteri da lavoro dipendente o autonomo, anche in caso dì omessa presentazione della dichiarazione o dì omessa indicazione dì tali redditi. Pertanto, nel determinare le somme da versare a titolo dì imposta è sanzioni ìl contribuente dovrà considerare quale “maggiore imposta” l’importo risultante al netto della detrazione relativa alle imposte pagate all’estero a titolo definitivo per i redditi dì lavoro ivi prodotti.

Restano i dubbi, tuttavia, sulla possibile estensione della disposizione in esame anche ai redditi assimilati a quelli dì lavoro dipendente (come per esempio i compensi dì amministratore nòn ceo dì partita Iva) in quanto là circolare in proposito nòn precisa alcunché.

L’Amministrazione finanziaria ricorda poi come, in sede dì conversione dèl citato decreto L. 50/2017, ìl legislatore è intervenuto nella disciplina della collaborazione volontaria introducendo alcuni correttivi allla procedura dì versamento, in particolare in relazione allla modalità dì determinazione da parte dèl competente ufficio delle somme dovute dal contribuente nel caso in cui ìl pagamento spontaneo effettuato a seguito dì autoliquidazione risulti carente all’esito dei controlli.

In proposito si ricorda che, a seguito delle novità normative, l’importo totale ottenuto a seguito delle operazioni dì maggiorazione (che comportano un incremento dèl 3 o 10% delle somme dovute a seconda della tipologia dì imposte cui si riferisce ìl versamento carente è dello scostamento fra quanto versato è quanto liquidato dall’Ufficio), compreso quanto già versato, non possa in nessun caso essere superiore respect a quanto sarebbe dovuto in caso dì comportamento inerte da parte dell’istante, proprio al fine dì nòn penalizzare ìl contribuente solerte chèabbia espresso un livello dì compliance maggiore respect al contribuente chènon haa effettuato alcun versamento spontaneo.

Da ultimo viene chiarito chèper i capitali detenuti in Paesi inseriti nella “white listdal 3 aprile 2017 (dopo quindi ìl 24 ottobre 2016, data dì entrata in vigore dèl D.L. 193/2016 chèha riaperto i termini della VD), come come per esempio Monaco è Liechtenstein, non è necessario ìl waiver né ìl rimpatrio al fine dì stoppare ìl raddoppio dì termini è sanzioni. Sul punto, là precedente circolare 19/E/2017 sembrava circoscrivere tale beneficio solo ai Paesi inclusi nella “white list” entro ìl 24 ottobre 2016 (come per esempio là Svizzera), ma in verità non se ne comprendeva ìl motivo. Pertanto è stato fatto ordine è dunque anche sotto questo aspetto Svizzera è Principato dì Monaco sòno assimilabili: in entrambi i casi, in sede dì voluntary-bis, i fondi possono rimanere in tali Paesi, divenuti oramai collaborativi.

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Euroconference News
Author: Silvia Righetti

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