Spesometro, redditometro e invio dati bancari: cosa sono?

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Spesometro, Redditometro e invio dei dati bancari sono tre misure che il Fisco Italiano ha iniziato ad attuare per poter ridurre e combattere l’evasione nel nostro paese.

Infatti, quando si effettua un analisi calibrando al meglio questi tre strumenti, è possibile notare se si evadono le tasse o se le si paga regolarmente.

Se questi tre procedimenti ti confondono, non preoccuparti, non sei il solo! Per fortuna nel seguente articolo andiamo ad analizzarli singolarmente per capire meglio come funzionano evitando colpi al cuore quando c’è da pagare le tasse!

Lo Spesometro

Devi sapere, innanzitutto, che lo Spesometro è una misura contro l’evasione tutta italiana, ed ha come fine quello di ridurre i mancati contributi se si possiede partita IVA, evitando fenomeni come le false fatturazioni.

Purtroppo siamo i soli al mondo ad avere questo tipo di misura perché abbiamo ormai una storia di furbetti!
Dal 2017 la procedura ha preso il nome di Comunicazione IVA e deve essere presentato annualmente entro il 20 Aprile dell’anno corrente.

Diversi anni fa era rappresentato dal registro clienti – fornitori, su cui inserire la lista delle fatture rilasciate ad entrambi. Con l’evolvere della tecnologia, il registro è stato sostituito da un file che oggi si utilizza per l’invio della Liquidazione e la Comunicazione IVA.

Per essere più chiari in merito, lo Spesometro è un’elaborazione delle fatture e delle vendite al dettaglio ad acquirenti stranieri e nazionali e serve a tracciare tutte le operazioni dei titolari di partita IVA per vedere se ci sono falsificazioni e, dunque, per identificare casi di illecito.

Il Redditometro

L’altro strumento di cui devi essere a conoscenza quando dichiari tasse è il redditometro, che consente al fisco di valutare il tuo reddito basandosi sulle tue capacità di spesa, analizzando determinati beni di cui sei in possesso che indicano di quante risorse economiche puoi disporre.

Naturalmente il tutto viene calcolato attraverso formule, percentuali e stabiliti da un Decreto ministeriale del Ministero dell’Economia.

Così facendo, individua una sorta di reddito più o meno attendibile che, se superato, darà vita a controlli e accertamenti per capire se percepisci entrate in nero per finanziarlo: sarà tua discrezione, dunque, far capire al Fisco che non stai evadendo, o sono dolori!

Ricorderete i casi di numerosi personaggi pubblici, come Valentino Rossi, che anni fa furono protagonisti delle cronache per aver dichiarato redditi esigui a fronte dei guadagni importanti da campione mondiale di MotoGP.

La trasmissione dati bancari

A seguito della manovra “salva Italia” che ha reso automatico il controllo delle movimentazioni finanziarie, è diventato obbligatorio da parte di banche, Poste italiane e società finanziarie l’invio dei dati al fisco italiano, che ha così messo su un una super-anagrafe dei conti e delle entrate / uscite dei cittadini per controllare chi evade e chi no: in poche parole, l’istituto in cui hai il tuo conto corrente manda i tuoi dati all’Agenzia delle Entrate in maniera automatica.

Nonostante questa misura abbia mandato su tutte le furie il Garante per la Privacy, causa trasmissioni non proprio sicure all’inizio, il sistema oggi è stato modificato e prende il nome di SID, curando al meglio i dati individuali ma destando comunque qualche polemica per il suo essere una specie di “Grande Fratello”.

Conclusione

In soldoni, pagare le tasse, oggi, vuol dire essere soggetti a questi tre controlli incrociati che ormai sono molto efficaci nell’individuare evasione e frodi.

Per questo è molto importante avere una buona contabilità individuale per evitare problemi, pena multe salate e controlli a non finire.

E tu, caro lettore, sei davvero così sicuro di volere essere sotto il fuoco incrociato del fisco?

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Spesometro, redditometro e invio dati bancari: cosa sono? ultima modifica: 2018-04-02T10:01:14+00:00 da Dr. Andrea Raffaele