Sanità pubblica digitale collegata a SPID, una delle missioni prioritarie della semplificazione


Sanità pubblica digitale collegata a SPID, una delle missioni prioritarie della semplificazione

Affrontare un problema di salute non è mai piacevole, e già questa è una validissima ragione per rendere le prestazioni sanitarie ancora più efficienti e semplici da ottenere. Il progressivo collegamento del Sistema Pubblico di Identità Digitale a tutti servizi della Pubblica Amministrazione procede speditamente e la sanità pubblica è prioritaria nel processo di semplificazione e digitalizzazione.

La sanità digitale in Italia: i numeri
Procedendo su queste coordinate, i  numeri raggiunti fino ad ora sono incoraggianti: 16 aziende sanitarie hanno collegato alcuni servizi a SPID, ai quali si aggiungono quelli INAIL e INPS. Un accesso sicuro e protetto a dati sensibili e di fondamentale importanza per ciascun cittadino, attraverso la propria e unica identità digitale, ossia, dalla “rappresentazione virtuale dell’Identità reale, che può essere usata durante interazioni elettroniche con persone e macchine” (Eric Norlin e Andre Durand).

I riscontri del 2015 sono positivi: il 24% degli utenti prenota online visite ed esami, il 15% consulta documenti clinici

Gli obiettivi sono proprio quelli di un’erogazione semplice, leggera dei servizi sanitari e contestualmente una riduzione del carico burocratico facilitando il passaggio dal cartaceo al digitale. Performance più efficienti corrispondono sempre a cittadini soddisfatti, soprattutto in un momento delicato e spesso complesso come quello coincidente con i problemi di salute. E a quanto pare i riscontri del 2015 sono positivi: il 24% degli utenti prenota online visite ed esami, il 15% consulta documenti clinici. Sette ricette mediche su dieci sono dematerializzate. Proseguendo coi numeri gli investimenti destinati alla digitalizzazione della sanità italiana si attestano a 1,34 miliardi di euro, pari all’1,2% della spesa sanitaria pubblica (circa 22 euro per abitante). Oltre metà dei Medici di Medicina Generale usa WhatsApp per comunicare con i pazienti. Sono solo alcuni dei dati presentati alcune settimane fa dall’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano, a conferma che la strada è quella giusta. E necessaria.
In quest’ottica SPID accelera così l’evoluzione verso la “sanità digitale”, auspicata e condivisa da tutte le amministrazioni centrali, regionali e locali, ovvero da tutti gli operatori socio sanitari che ogni giorno si confrontano in prima linea con le numerose problematiche di salute pubblica, e la relativa presa in carico. Un percorso già intrapreso nel 2003 con la Tessera sanitaria (TS) che abilita all’accesso delle prestazioni sanitarie erogate dal SSN su tutto il territorio nazionale e le Ricette digitali ossia l’obbligo di trasmissione telematica dei dati delle ricette ai fini del controllo della spesa.

Con SPID accedi alla tua storia di salute
Perciò SPID rappresenta un ulteriore  impulso importante alla digitalizzazione delle aziende sanitarie, che concretamente trova nel Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) un importante esempio di semplificazione. Infatti nelle aziende sanitarie locale dell’Emilia-Romagna (Bologna, Rimini, Reggio-Emilia, Ravenna, Piacenza, Parma, Modena, Imola, Forlì) il FSE è accessibile anche con SPID.
Le Linee Guida del Garante della Privacy del luglio 2009 definiscono il FSE “un insieme logico di informazioni e documenti sanitari volto a documentare la storia clinica di un individuo condiviso da più titolari del trattamento”. Uno strumento che racchiuse (e protegge) la storia clinica di ognuno di noi, dati sensibili concentrati e comodamente consultabili, dovunque siamo, nel massimo rispetto della privacy grazie ai livelli di sicurezza che contraddistinguono SPID: referti, lettere di dimissioni, verbali di pronto soccorso, prescrizioni e tutto il materiale che descrive gli eventi clinici di una persona, archiviati sul territorio regionale da medici e operatori sanitari di strutture pubbliche e private accreditate. Un nuovo modo di utilizzo dei servizi in grado di conciliare privacy e innovazione.
Una base di informazioni finalizzata al miglioramento di tutte le attività assistenziali e di cura: i pazienti che tramite il Sistema Pubblico di Identità Digitale possono disporre facilmente di tutte le notizie relative al loro stato di salute e al tempo stesso i medici possono accelerare le decisioni da adottare e migliorare la programmazione.

Servizi sanitari collegati a SPID
Ma il Fascicolo non esaurisce le applicazioni di SPID alla sanità pubblica: infatti in Friuli Venezia Giulia è possibile effettuare la visura e il cambio del medico curante, l’anagrafe canina e la visura dati anagrafici sanitari.
INAIL ha collegato a SPID i servizi di comunicazioni medico competente, consultazione-infortuni danno biologico, assicurazione infortuni domestici, prestazioni-certificati medici, comunicazioni medico competente, consultazione-infortuni danno biologico, denuncia di malattia professionale, denuncia di silicosi asbestosi, denuncia/comunicazione di infortunio, consultazione-infortuni danno biologico. Anche INPS sta facendo la sua parte ai fini della digitalizzazione della sanità collegando a SPID i servizi di richiesta dell’assegno cure antitubercolari, cure balneo termali.
Tanti servizi collegati e altrettanti ne arriveranno fino al completamento entro il 2017. Senza esitazioni, che l’Italia non può permettersi su questi fronte. Una sanità digitalizzata significa infatti servizi più qualitativi, riduzione dei costi a carico della collettività (in un paese sempre più anziano) e sviluppo economico generale per l’intero sistema paese. Insomma, la sanità è un bene collettivo prioritario proprio perché strategico. Non certo una spesa improduttiva.
MASSIMO FELLINI
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