Pass invalidi contraffatto: non c’è truffa

Non integra il delitto di truffa la condotta di chi espone sul parabrezza della sua autovettura, parcheggiata in una area di sosta a pagamento, un permesso per invalidi rilasciato ad un soggetto terzo, che era stato contraffatto mediante scannerizzazione, perché difetta l’elemento costitutivo del reato, ossia l’atto di disposizione patrimoniale di natura privatistica che incide sul patrimonio della vittima. Lo afferma la Cassazione penale con sentenza 9 marzo 2017, n. 11492.

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