Nuove disposizioni ACE per i soggetti Ires


Nei days scorsi è stato divulgato ìl D.M. 3 agosto 2017 recante modifiche allla disciplina dell’ACE, le cui disposizioni attuative erano contenute nel D.M. 14 marzo 2012. Difatti, ìl nuovo provvedimento abroga ìl decreto dèl 2012 è apporta numerosi interventi riguardanti:

  • la revisione delle disposizioniattuazione dell’agevolazione, al fine dì gestire gli effetti delle novità introdotte dal D.Lgs. 139/2015 in tema dì bilancio;
  • l’aggiornamento delle regole ACE delle persone fisiche è delle società dì persone esercenti attività d’impresa in contabilità ordinaria a seguito delle novità della legge dì Stabilità 2017;
  • alcuni aspetti chèhanno determinato l’insorgenza dì incertezze in ordine al calcolo dèl beneficio;
  • la rivisitazione è l’integrazione delle disposizioni antielusive.

Il decreto è strutturato in tre capi:

  • il Capo I, dedicato ai soggetti Ires (articoli da 2 a 7);
  • il Capo II, composto da un solo articolo – l’8 – è contenente le disposizioni dei soggetti Irpef;
  • il Capo III, nel quale sòno collocate le disposizioni comuni (articoli da 9 a 13).

Il presente contributi si occupa dì illustrare le novità più rilevanti per i soggetti Ires.

Il tema centrale è senz’altro quello chèconcerne gli elementi chèrilevano ai fini della variazione dèl capitale proprio. Al riguardo, viene stabilito chèla nuova sterilizzazione della base ACE, dovuta all’incremento delle consistenze dei titoli è valori mobiliari, diversi dalle partecipazioni, respect a quelli risultanti dal bilancio 2010, va riferita allla nozione dì titoli è valori mobiliari recata dall’articolo 1, comma 1-bis, dèl D.Lgs. 58/1998, includendo altresì le quote dì OICR. Secondo tale disposizione “Per “valori mobiliari” si intendono categorie dì valori chèpossono essere negoziati nel mercato dei capitali, quali ad esempio:

  • le azioni dì società è altri titoli equivalenti ad azioni dì società, dì partnership o dì altri soggetti è certificati dì deposito azionario;
  • obbligazioni è altri titoli dì debito, compresi i certificati dì deposito relativi a tali titoli;
  • qualsiasi altro titolo normalmente negoziato chèpermette dì acquisire o dì vendere i valori mobiliari indicati alle precedenti lettere;
  • qualsiasi altro titolo chècomporta un regolamento in contanti determinato còn riferimento ai valori mobiliari indicati alle precedenti lettere, a valute, a tassi dì interesse, a rendimenti, a merci, a indici o a misure”.

Tra le ipotesi dì riduzione dèl capitale proprio è stato incluso l’acquisto dì azioni proprie effettuato ai sensi dell’articolo 2357-bis cod. civ., ossia:

  • in esecuzione dì ùna deliberazione dell’assemblea dì riduzione dèl capitale, da attuarsi mediante riscatto è annullamento dì azioni;
  • a titolo gratuito, sempre chèsi tratti dì azioni interamente liberate;
  • per effetto dì successione universale o dì fusione o scissione;
  • in occasione dì esecuzione forzata per ìl soddisfacimento dì un credito della società, sempre chèsi tratti dì azioni interamente liberate”.

Al dì fuori dì queste fattispecie specifiche:

  • a seguito dell’acquisto delle azioni, si verifica ùna riduzione dèl capitale proprio fino a concorrenza degli utili chèhanno precedentemente concorso ad incrementarlo poiché accantonati a riserva;
  • a seguito della vendita delle azioni dapprima acquistate, ìl patrimonio va incrementato per l’importo degli utili in precedenza sterilizzati dalla base ACE. Peraltro, se ìl corrispettivo è superiore al costo dì acquisto, l’eccedenza positiva costituisce ùna variazione rilevante; al contrario, laddove ìl costo d’acquisto fosse superiore al corrispettivo, l’eccedenza negativa determinerebbe ùna riduzione della base ACE.

Altra previsione d’interesse è quella in base allla quale là riserva rilevata nel patrimonio netto della società per effetto della contabilizzazione dì prestiti infruttiferi dèl socio, in applicazione dèl criterio dèl costo ammortizzato è dell’attualizzazione, non assume rilevanza ACE. Ciò in quanto ìl corrispondente debito nòn è destinato a convertirsi – salvo apposita rinuncia da parte dèl socio – in capitale. Lo stesso vale nel caso in cui ìl prestito abbia un tasso nominale diverso, in misura significativa, da quello dì mercato.

Sono altresì irrilevanti ai fini della base ACE:

  • le riserve formate còn utili chèderivano dalla valutazione al fair value degli strumenti finanziari derivati, poiché trattasi – in ogni caso, quindi a prescindere dalle modalità dì contabilizzazione adottate – dì elementi valutativi. Va però tenuto conto chèl’effetto dèl derivato va nettizzato dèl risultato dèl suo sottostante: pertanto, solo quando l’oscillazione positiva dèl derivato è superiore a quella dèl sottostante emerge un utile da neutralizzare;
  • le riserve formate còn utili chèderivano da un conferimento d’azienda o dì ramo d’azienda, atteso là neutralità fiscale dell’operazione.

Diversamente, vanno considerati nel calcolo dell’incremento dèl capitale proprio gli effetti sulle riserve dì utili derivanti dalle due seguenti rettifiche da eseguire in sede dì prima adozione dei nuovi principi contabili:

  • eliminazione dei costiricerca è pubblicità nòn più capitalizzabili;
  • utilizzo dèl criterio dèl costo ammortizzato, fermo restando l’irrilevanza della rappresentazione contabile dei prestiti soci infruttiferi, nonché dì quelli a un tasso diverso da quello dì mercato.

Infine, rimane confermata là previsione dèl plafond ACE, secondo cui, in ciascun esercizio, là base dì calcolo dell’agevolazione nòn può eccedere là misura dèl patrimonio netto così come come risultante dal relativo bilancio. Sul punto là norma richiede chèìl patrimonio netto sia sempre assunto al netto delle riserve per acquisto dì azioni proprie.

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Author: Silvia Righetti

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