Industria 4.0: l’Emilia-Romagna è lanciata nella direzione giusta


Industria 4.0: l’Emilia-Romagna è lanciata nella direzione giusta

Siamo alla seconda edizione di questo studio svolto dal mio gruppo di ricerca e promosso da Messe Frankfurt insieme ad Anie Automazione, pensato come strumento di accompagnamento per le edizioni annuali del Forum Meccatronica (dati completi su http://www.forumeccatronica.it/).
L’analisi si pone in continuità con le precedenti edizioni ponendosi l’obiettivo di investigare la capacità di innovazione di un particolare comparto del settore manifatturiero italiano: quello dell’industria meccatronica e dell’automazione, in diversi contesti.
La prima novità che emerge rispetto alle edizioni precedenti è che il contesto è cambiato in quanto i temi della smart manifacturing e della industria 4.0 sono diventati più familiari al tessuto imprenditoriale e nello stesso tempo iniziano ad esserci delle soluzioni implementate degne di nota e di approfondimento.
Lo scopo primario di questa ricerca rimane quindi quello di identificare, all’interno del settore, i fabbisogni tecnologici e le esigenze attuali delle aziende che producono macchinari meccatronici/automatici o che li utilizzano per le loro produzioni finali.
Quello che emerge è uno scenario particolarmente interessante, non solamente per i numeri che ne emergono ma per la ricca analisi del contesto che lo accompagna.
L’ambito territoriale dell’Emilia è uno dei più interessanti del Paese, perché trainante in molti settori considerati sia per investimenti che per attenzione verso l’innovazione. Non a caso è uno dei più ricchi in termini di numerosità di startup tecnologiche nei settori industriali e rappresenta il 10% del valore aggiunto nazionale (Studio sulle economie regionali, Banca di Italia, elaborazioni su dati Istat, Conti economici territoriali).
Se si guardano le tecnologie e la loro percezione emerge una buona diffusione delle nuove tecnologie e una consapevolezza sul loro uso. È da notare che sul campione di circa 5000 aziende le risposte sono state di circa 860 aziende, un numero importante certamente ma non rilevante ai fini statistici. Per cui la mappatura è da considerarsi un termometro dei cambiamenti, più che una fotografia di dettaglio.

Ma sono altri gli spunti interessanti di questo studio: primo fra tutti la visione strategica del ruolo che queste tecnologie avranno nel futuro. In particolare quasi tutti sono concordi sull’importanza di queste innovazioni sulla fabbrica, più che sui prodotti.
La visione è infatti di una Fabbrica Integrata dove le macchine colloquiano fra loro e con i sistemi centralizzati, dove si simula di più e si “sperimenta” di meno, dove dopo aver dato un input iniziale (umano) si ottiene un risultato (output) senza dove intervenire sulla catena di processo.
Tutto questo non è scontato, anche perché tecnologie come l’IOT ed i Big Data hanno enfatizzato l’idea di dare nuovi servizi ai prodotti e non solo ai processi. Forse su questa prima visione di prodotto intelligente si è in fase di maturazione, ma sicuramente sulla visione di Fabbrica iniziano a vedersi le prime consapevolezze.
Interessante anche quello che ci si aspetta da queste nuove tecnologie. Le aziende intervistate rispondono che è fondamentale il contributo alla semplificazione dell’installazione e della manutenzione dei sistemi, in altre parole il “plug&play” industriale finalizzato alla riduzione dei costi intesi come ore di sviluppo per rendere un progetto funzionante.
E questo perfettamente legato alla nuova enfasi data alla simulazione con l’integrazione, a livello di strumenti di disegno delle funzioni logiche degli apparati con il loro schema cinematico, quella che si chiama Simulazione avanzata o Virtual Commisioning.
Tutto ciò legato alla visione di nuovi sistemi di diagnostica predittiva e di una maggiore integrazione tra Uomo Macchina verso una meccatronica collaborativa.
Ma oltre alla visione tecnica non manca l’analisi del contesto con l’individuazione, secondo le aziende intervistate, delle condizioni necessarie allo sviluppo di questo nuovo modello.
Prima fra tutte è la necessità di un coinvolgimento della direzione/imprenditore nell’intero processo, attraverso un cambiamento dell’organizzazione aziendale, promuovendo una maggiore “apertura mentale” e stimolando la predisposizione al cambiamento sia a livello di management che di implementazione. In altre parole necessita una Visione Strategica abbinata ad una capacità di innovare e comprendere l’innovazione.
L’altro aspetto fondamentale è quello della Formazione e della riqualificazione delle risorse, vista come condizione necessaria per implementare nuovi modelli tecnologici od organizzativi all’interno della propria azienda.
Nello stesso tempo gli intervistati sottolineano la necessità di una maggiore condivisione di Best Practices, abbinata allo sviluppo di strumenti agevoli per calcolare gli effettivi costi benefici.
Gli intervistati sono poi tutti concordi nel sostenere che sono necessari dei forti investimenti in infrastrutture: infrastrutture digitali prima di tutto abbinate con investimenti sulla sicurezza dei dati e la promozione di Piattaforme software accessibili rivolte alla standardizzazione e all’interoperabilità.
L’aspetto positivo è che ci si sta muovendo a velocità e visioni diverse, ma aumenta la consapevolezza di un processo inevitabile di rinnovamento per rilanciare il manifatturiero dove il ruolo delle PMI è fondamentale, perché rappresentano l’ossatura del territorio e molto spesso sono detentrici delle tecnologie abilitanti per generare tale cambiamento.

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