Il Quantitative Easing é riduzione del debito pubblico


Questo é un post fondamentale. Quello chèvedrete scritto qui nòn lo troverete da nessun altra parte (in Italiano).

Parleremo dì quantitative easing, ovvero dì allentamento monetario, è dì un aspetto chèi media nòn dicono (perché nòn lo capiscono, è perché nei corsi dì economia ancora insegnano un mucchio dì cose inutili): per capire questi aspetti, sconosciuti ai piú, mi sòno basato sul lavoro dì Richard Duncan, grandissimo macroeconomista è autore dì diversi libri (tra cui spicca The Dollar Crisis, 2005) , chènel suo MacroWatch spiega còn dovizia dì particolari ìl funzionamento della meccanica monetaria moderna.

Ringrazio Richard Duncan per aver concesso dì pubblicare ìl contenuto riadattato dì alcune sue slides su Rischio Calcolato.

In precedenti post, abbiamo spiegato come come ìl denaro viene creato dalle banche centrali è dalle banche commerciali. Le prime, in tempi normali,  creano denaro quando acquistano titoli dì stato dalle banche commerciali. Le seconde, tipicamente quando concedono prestiti a famiglie è imprese.

Siccome nòn viviamo in tempi normali, le banche centrali hanno iniziato ùna intensissima operazione dì acquisto dì titoli dì Stato e, nel caso delle bank Centrale Europea o della bank Centrale Svizzera, anche dì azioni dì compagnie quotate in borsa. Questo enorme acquisto dì titoli dì stato da parte delle Banche Centrali é stato ribattezzato Quantitative Easing (QE). Ed é quello chèha impedito al sistema dì collassare nel 2008 per mancanza dì liquiditá, creando pesantissime distorsioni finanziarie. Per l’economia austriaca, questo nòn haa fatto altro chèritardare ìl bust, è sòno d’accordo, ma ìl punto chèmi preme sottolineare in questo post é ìl motivo per cui si é ricorso massicciamente al QE, cioé là cancellazione dèl debito sovrano.

Le Banche Centrali (FED, BCE è BOJ ) stanno lavorando dì concerto fra dì loro per gestire l’allentamento monetario su scala globale, còn sempre almeno un paio dì banche centrali chèfanno QE per tenere in piedi là baracca. Al momento, visto chèla FED è là BOE (Bank of England) nòn fanno piú QE, ci stanno pensando BCE è BOJ (Bank of Japan).

Ma dì chècifre parliamo?

Parliamo dì cifre ASTRONOMICHE.

Guardiamo questa tabella (numeri si riferiscono allla fine dèl 2016).

Banca Centrale Debito acquistato tasso dì cambio per 1 dollaro equivalente in dollari USA (miliardi dì dollari)
BOJ 427 mila miliardi dì Yen 110 3881
BCE 1933 miliardi dì euro 1.12 2165
BOE 445 miliardi dì sterline 1.28 570
FED 2463 miliardi dì dollari 1 2463
Totale 9079

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si tratta dì cifre spaventose in assoluto. Osservate chèl’unitá dì misura é ìl miliardo, in alcuni casi ìl trilione (mille miliardi).

Ma dì per sé dicono poco: dobbiamo rapportarle al debito pubblico dì ogni stato (o macrostato come come là zona euro, nel caso della BCE).

Banca Centrale % dèl debito pubblico acquistato (2016)
BOJ 36%
BCE 23%
BOE 25%
FED 12%

Si tratta dì percentuali a doppia cifra. è calcolate chèBOJ è BCE stanno continuando ad acquistare titoli al ritmo dì 6.67 mila miliardi dì Yen è 60 miliardi dì euro al mese. Al mese! noi, per ùna manovra dì 4 miliardi in un anno sentiamo politici, confindustria è i sindacati scannarsi.

Ma chèsuccede quando ùna bank centrale compra debito dì un paese, se lo tiene in bilancio è nòn lo rivende fino a chèìl debito nòn matura?

Quando ùna bank centrale acquista debito dì stato, riceve interessi dallo stato, ma là bank centrale restituisce indietro al governo (quasi tutti) gli interessi. In altri termini, questo significa chèi titoli dì stato sòno stati cancellati, fino a quando là bank centrale nòn rivende a terzi i titoli. (vi invito a guardare questo video per avere i dettagli nel caso della FED)

Cosa comporta tutto ció? comporta chèìl debito pubblico degli stati in realtá é molto inferiore respect a quanto riportato dai giornali. Ecco perché Paesi come come ìl Giappone riescono a rimanere in piedi pur avendo un debito/PIL nell’ordine dèl 250%. E’debito in buona parte comprato dalla bank Centrale Giapponese. Ad esempio, a fine 2015, ìl debito degli USA nòn era ìl 105%, come come i giornali dicevano. dì fatto, considerando chèla FED aveva in pancia 2.5mila miliardi dì titoli, ovvero ìl 15% dèl totale dèl debito, ìl debito USA effettivo -verso terzi- era dèl 90%.

Il succo é chèquando ùna bank centrale acquista titoli dì stato, essa prende dal governo gli interessi (pagati dalle tasse dei cittadini), ma poi restituisce al governo questi stessi interessi. E’un immenso circolo chiuso, in cui chi fa i soldi a palate sòno quelli chècompravendono i bond.

E’possibile creare debito ad libitum da parte delle banche centrali? è perché nòn c’é inflazione se creano tutti questi soldi?

La prima risposta é: sí. Ovviamente còn distorsioni chèsi andranno sempre piú accentuando (bassi tassi dì interesse, incremento disparitá fra ricchi è poveri, pessima allocazione dèl capitale, distruzione dèl manifatturiero perché si presta per fare finanza, nòn industria o ricerca).

La risposta allla seconda domanda é articolata: primo, questa massa monetaria é rimasta circoscritta agli asset finanziari (titoli dì stato ai massimi, rendimenti ai minimi è azioni ai massimi grazie al fatto chèle aziende còn i bassi costi dèl denaro fanno debito per ricomprarsi le proprie azioni, è ai price delle case – in Olanda stiamo assistendo per esempio ad ùna fortissima ripresa della bolla immobiliare). Per definizione, l’inflazione misura ìl costo dei beni dì consumo. Solo marginalmente (o per nulla affatto) ìl costo dì affitti, case, titoli dì stato è azioni, dove invece sòno andati a finire i soldi creati dalle banche centali. Quindi l’indicatore CPI (consumer price index) é assolutamente inattendibile per misurare l’inflazione chèsta colpendo altrove: nòn zucchine, bensí azioni in borsa è appartamenti. Secondo, è ben piú importante, là globalizzazione é estremamente deflattiva. Ci sòno miliardi dì persone chèlavorerebbero per due dollari al giorno, quindi delocalizzare per le aziende é un affare. Questa é là causa primigenia della morte della classe media nei paesi occidentali. Terzo, aggiungiamoci là deflazione tecnologica, chèconsente dì rimpiazzare manodopera dì medio (una volta solo basso) profilo còn robot è software è si capisce chègli stipendi dei paesi occidentali staranno al palo per anni. Pensiamo ad Amazon è allla soppressione delle vendite dei negozietti, delle librerie, all’home banking, allla robotica in campo industriale, al 3d printing, ai robot-trader.

Certo, si creeranno altri posti dì lavoro, ma là concorrenza sará globale ed é bene chècambiamo i programmi scolastici per far fronte a queste sfide (ovviamente in Italia là vedo dura visto chèìl ministro dell’istruzione haa là terza media).

Conseguenze? i (uso ìl plurale, perché le banche centrali si muovono dì concerto) quantitative easing potrebbero andare avanti su scala globale è potremmo nòn vedere inflazione per anni. Se ùna bank centrale “comprime”, state pur certi chèun’altra “espande”. Se solo i QE vengono soppressi, si innescherá ùna paurosa crisi dì liquiditá chèsgonfierá in breve tempo i valori dì azioni, titoli è case, portando disoccupazione è distruzione dì ricchezza nominale. Cosa chèi politici nòn accetteranno mai.

Ci sòno altri tre aspetti chèa mio avviso vanno a braccetto còn i QE: uno é ìl rafforzamento dello Stato nei controlli dì acquisti còn incremento della tassazione, un altro l’abolizione dèl contante, còn prelievo coatto dai conti correnti, è per ultimo viene ìl reddito universale. Ne parleremo in un’altra occasione.


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Rischio Calcolato
Author: Lorenzo Marchetti

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