I numeri record della digitalizzazione di Firenze, che adesso abbraccia SPID


I numeri record della digitalizzazione di Firenze, che adesso abbraccia SPID

Prepararsi a SPID non è stato semplice, ma era necessario accogliere la novità, senza resistenze, per una città “smart” come Firenze, con una lunga storia di e-government alle spalle (le prime pratiche telematiche risalgono al 2006), credendo convintamente nel rafforzamento degli asset digitali. Le parole sono importanti, ma per sostanziarle con la solidità della credibilità, servono numeri. E i numeri, in questo caso, sono da record. Ne abbiamo parlato con l’assessore comunale all’Innovazione Tecnologica e Sistemi Informativi, Lorenzo Perra. Come si è arrivati a SPID, la complessità degli adeguamenti infrastrutturali, le prime risposte dei cittadini e i vantaggi che ne conseguono, in un contesto così mutevole da imporre alla Pubblica Amministrazione una sorta di approccio beta permanente, ossia in continua evoluzione migliorativa. Tra urgenti esigenze di semplificazione amministrative, diffusione crescente di accesso al web, e strumenti digitali ormai alla portata di tutti, SPID assume un ruolo chiave in particolare per una delle più importanti città italiane, come il capoluogo toscano. E la svolta potrebbe proprio arrivare con lo switch off obbligatorio, e con le banche. Mentre dove SPID è stato già attivato, la soluzione migliore potrebbe essere la promozione congiunta fra il livello centrale ed i territori

Firenze ente pilota
Due anni di preparazione e adeguamenti per mantenere le funzionalità dei servizi, con il minor numero di discontinuità possibile. Ora SPID è una realtà efficiente, nonostante la complessità, anche grazie al lavoro di squadra, con partnership importanti, in una regione dove tradizionalmente lavorare assieme non è spesso semplice: “Il Comune di Firenze, nel gruppo di enti pilota SPID sin dall’Estate del 2014, ha una lunga storia nel campo dell’e-gov, partita da progetti finanziati da CNIPA/AGID fino alla costituzione della società Linea Comune SpA, in-house multi-ente per la gestione in esercizio del Centro Servizi Territoriali 055055 – commenta l’assessore Lorenzo Perra – che eroga più di 300 servizi per 20 comuni, con numeri da record: oltre un milione di richieste di servizio all’anno, di cui oltre 500.000 sono per servizi evoluti (quelli definiti livello 4, quali ad esempio le iscrizioni scolastiche), con un transato online di oltre 11 milioni di Euro all’anno, e con oltre 50.000 utenti registrati con credenziali 055055 che confluiranno nel mondo SPID. Quando si sono avviati i lavori su SPID – prosegue l’assessore -, abbiamo ritenuto opportuno leggere questo progetto da subito in chiave aggregata, disegnandolo su tutta l’area metropolitana fiorentina, in tutti gli enti locali e, grazie alle partnership strette con le partecipate nell’iniziativa Firenze Digitale, anche portando in SPID a tendere le public utilities fiorentine. Si parlava tuttavia di un sistema complesso in esercizio, con centinaia di migliaia di accessi all’anno, di proprietà di tanti enti locali diversi, e il cui cuore pulsante era il nodo di gestione dell’identità digitale. A valle delle nuove linee guida tecniche SPID, quindi, sono stati necessari alcuni mesi per realizzare un adeguamento che riuscisse a mantenere la funzionalità di tanti servizi diversi, appartenenti a tanti enti diversi, sullo stesso centro servizi”.
Complessità, costi e scalabilità
Il collegamento dei primi servizi è avvenuto già in estate, e nonostante la variabilità dei costi, SPID consente di adottare importante leve di scalabilità: “I primi servizi si sono attivati grazie ad una collaborazione di riuso con il Comune di Venezia, dopodiché tutti gli altri attivati ed in attivazione sono realizzati con la piattaforma 055055 “SPIDdizzata” per tutta l’area metropolitana. Avviate quindi le fasi di test con gli IdP, sempre con il supporto dei disponibilissimi tecnici di AgID, si è finalmente arrivati alla stesura della convenzione ed all’attivazione dei primi servizi SPID, avvenuta questa estate. Al momento la piattaforma gestisce quindi sia le credenziali tradizionali (Username e password, Carta Nazionale dei Servizi) che le credenziali SPID per i quattro Identity Providers attualmente attivi. Il costo varia molto in dipendenza della complessità della piattaforma che si utilizza: adeguare un singolo servizio per una esposizione dimostrativa è abbastanza facile e poco costoso, ma richiede poi di moltiplicare lo sforzo per centinaia di servizi. Operare su una piattaforma comune a più servizi e a più enti costa molto di più, ma permette poi una scalabilità che divide lo sforzo su centinaia di servizi. Uno degli elementi di complessità nascosta sta nel fatto che, avendo l’area fiorentina centinaia di servizi online fatti da fornitori diversi in periodi diversi, pur compatibili con il sistema di base 055055, si è dovuto procedere ad un’analisi puntuale, ancora in corso, di servizio per servizio per trovare eventuali campi difformi fra gli attributi che prima si prendevano dal sistema di identità in-house 055055, e gli attributi che fornisce SPID. Tanto per fare un esempio, se prima per un servizio di iscrizione asili nido i campi obbligatori del form erano definiti tra di noi, recuperandoli dal DB delle identità 055055, adesso avendo un IdP esterno non si ha più controllo a priori di ciò che arriva dall’IdP, e dunque può accadere che ci siano disallineamenti fra quanto un servizio si aspetta come campo obbligatorio e quanto il singolo cittadino ha deciso di fornire all’IdP SPID di turno. A seguito di questi disallineamenti il servizio dà un errore, una volta connesso a SPID, per cui va recuperato il sorgente del servizio, modificato tale codice in modo che non accetti più quel campo come obbligatorio, e rideployato in produzione il servizio. Se si moltiplica per centinaia di casi diversi questo esempio, con decine di fornitori diversi, ci si rende conto della complessità dello schema”. Impossibile, per ora, tratte i primi bilanci sul numero di adesioni. Troppo presto. “Vista l’attivazione molto recente di SPID a Firenze, e per i motivi appena detti, alcuni fra i servizi online più usati a Firenze non sarà possibile nell’immediato, e con i fondi a disposizione, renderli compatibili con SPID – conferma l’assessore -. Perciò i numeri di utilizzo non sono ancora tali da costituire una statistica significativa. Si sta lavorando con grande dedizione per aprire via tutto il set di servizi, alcuni dei quali però, derivando da forniture anche di oltre 6 anni fa, ed essendo manutenuti a costi e budget ridottissimi, richiederanno modifiche per poter essere compatibili al 100% con il mondo SPID”.

I servizi collegati e i vantaggi per i cittadini
Tanti i servizi già collegati a SPID, oltre ad un progetto open source molto interessante, in cantiere: “I servizi attualmente in linea con SPID (http://servizi.comune.fi.it/servizi/servizi-spid) riguardano le autocertificazioni anagrafiche precompilate, i servizi online relativi all’imposta di soggiorno, e un set crescente di servizi dell’ambito istruzione (che sono quelli sviluppati più di recente e dunque più facilmente integrabili con SPID in modo nativo). Un progetto molto interessante è stato lo sviluppo completamente in-house del Bando ERP online, in linea da settembre: i nostri colleghi dei Sistemi Informativi, con il prezioso supporto dei tecnici di AgID, hanno realizzato il plugin di Drupal rilasciando il tutto in GitHub, mettendo a disposizione un modulo open source per il collegamento con SPID a tutti coloro che hanno un sito web in Drupal. Una volta concluso l’avvio dei servizi facenti parte della nuova piattaforma originata dagli ultimi progetti AgID di riuso, attiveremo via via gli altri, facenti parte ad esempio del SUAP, dei servizi demografici, e per ultimi quelli della precedente piattaforma People Autorizzazioni e Concessioni (a cui appartengono alcuni fra i più usati, come i depositi APE). Si stima che il raggiungimento della situazione a regime con SPID coinciderà con il rifacimento dei servizi online più obsoleti, alcuni dei quali ricadono in ambito PON Metro, come i depositi APE, mentre altri dei quali richiederanno fondi specifici”. Sebbene non sia possibile avere un riscontro esatto sulla risposta dei cittadini, qualche valutazione la si può già anticipare: “Al momento non si sono attivati canali di ascolto sul tema SPID, avendo demandato ai canali centrali il flusso di comunicazione con l’utenza. Tuttavia, dagli incontri che facciamo con altri enti del territorio notiamo un forte interesse ad ottenere le identità SPID, soprattutto da parte di piccole imprese e artigiani”.
SPID e le principali difficoltà
Pare chiaro che il lavoro intrapreso è imponente e complicato. L’assessore non nega le criticità incontrate, spiegando come affrontarle: “In questo progetto abbiamo incontrato soprattutto due tipologie di criticità: partivamo da una situazione che da un lato molto felice (già un gran numero di utenti e servizi attivi), ma che pone sicuramente molti più problemi rispetto ad un ente con meno servizi, o con servizi appartenenti alla stessa Amministrazione. Per noi fermare anche per poche ore un servizio è molto critico, e dobbiamo far coesistere l’ambiente di produzione a volume con il nuovo sistema di accesso, senza poter negare il servizio a chi ha le vecchie credenziali. Questo ha allungato i tempi e provocato molto lavoro specifico. Inoltre stiamo parlando di componenti tecniche complesse e delicate, dove servono competenze specifiche che non è facilissimo trovare. Alcune di queste competenze le avevamo in Linea Comune, ma per velocizzare abbiamo cercato anche all’esterno, con non poche difficoltà, a reperire fornitori effettivamente preparati.

Già oggi molti servizi sono digitali, la tendenza degli Enti è di spostare solo sul digitale servizi per cui l’utenza è preparata (ad esempio quelli relativi a utenti professionali)

L’avvio di questi sistemi comporta sicuramente costi, che nel nostro caso sono stati abbastanza rilevanti ma ancora contenibili nell’ambito della gestione del Centro Servizi, non avendo ancora previsto risorse specifiche per questo tema. Colgo l’occasione anche per citare dove non abbiamo avuto alcuna difficoltà, ed è stato nel rapporto con AgID e con gli IdP, con cui si è lavorato fianco a fianco per risolvere i vari problemi tipici di un progetto così impattante sui servizi online. Nel nostro caso già oggi molti servizi sono digitali, la tendenza degli Enti è di spostare solo sul digitale servizi per cui l’utenza è preparata (ad esempio quelli relativi a utenti professionali). Più complesso è lo spegnimento delle diverse forme di identità, e questo sarà accelerato quanti più Enti utilizzeranno SPID. Oggi, grazie al sistema 055055 di Linea Comune, già esisteva una identità unica per tutti i servizi dei Comuni del Territorio, per cui nell’area metropolitana gli utenti percepiranno un forte vantaggio con SPID (e l’incentivo a passare al nuovo sistema) quanti più operatori privati, incluse le utilities, ed enti pubblici sovra-metropolitani adotteranno SPID”.

SPID, banche e switch-off
Ciò che è stato fatto è chiaro. Guardando in avanti però, non ci si può fermare pensando che la piena attuazione di SPID proceda spontaneamente a velocità da di crociera, spinta da una sorta di inerzia positiva. Per imprimere una svolta decisiva, l’assessore Perra reputa l’opzione switch-off tra le più rilevanti da considerare, oltre al ruolo decisivo delle banche: “L’impatto a livello nazionale di SPID si velocizzerà quanti più operatori permetteranno l’accesso ai servizi tramite SPID. Ad esempio, se il sistema bancario cominciasse ad accettarlo avremmo un utilizzo esponenziale. Sicuramente lo switch-off è uno degli elementi principali da considerare, valutando però bene la presenza nei territori di problematiche strutturali la cui soluzione richiede fondi raramente presenti. Nei luoghi dove invece SPID è stato già attivato, la soluzione migliore potrebbe essere la promozione congiunta fra il livello centrale ed i territori: diffondere brochure e promozioni di SPID agli URP degli enti pubblici, lanciare campagne di comunicazione sviluppate centralmente nei canali di comunicazione digitali degli Enti che hanno attivato SPID, spingere gli Enti a parlare di SPID in ogni occasione di contatto con la città. Potrebbero essere operazioni da considerare per una più rapida diffusione del sistema. Firenze, ad esempio, assieme a Regione Toscana, a Camera di Commercio e a Cispel Toscana, in rappresentanza delle public utilities fiorentine, sta incontrando piccole imprese e artigiani per iniziative di disseminazione delle competenze digitali, in cui a più voci si presenta SPID come un elemento di semplificazione molto potente nei rapporti PA-cittadino. Il fatto che arrivi lo stesso messaggio da enti diversi, abbiamo notato, ha un forte impatto sulla cittadinanza e sulle imprese”.

Il framework di riferimento nazionale proposto è perfettamente allineato con quanto stavamo già portando avanti da anni

Allargando il focus, più in generale sulla strategia digitale della quale SPID è una componente fondamentale, Firenze corre allineata. Con l’obiettivo persino di arrivare in anticipo tra le smart city: “Firenze si ritrova nel Piano Triennale in modo estremamente naturale (l’Agenda Digitale Naturale è un’immagine che rende l’idea) – spiega l’assessore -, nel senso che il framework di riferimento nazionale proposto è perfettamente allineato con quanto stavamo già portando avanti da anni: la razionalizzazione di data center, gli opendata, un sistema unico di gestione identità e pagamenti elettronici, la condivisione di interfacce lato cittadino, il Wifi pubblico federato anche con gli altri enti pubblici, un sistema (Firenze Mia) dove il cittadino con una sola autenticazione si ritrova a casa sua con tutti i dati e servizi che lo riguardano, anche se erogati da altre utilities, un contact center condiviso, sono tutti concetti che facevano già parte del nostro DNA, e quindi ci ritroviamo perfettamente nella strategia nazionale, e continueremo a portarla avanti anche con l’ottica della smart city, ossia coinvolgendo pesantemente le public utilities in questo quadro di riferimento”.
MASSIMO FELLINI
 
 
 
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