I modelli dichiarativi: il 730 e il Modello Unico

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In Italia, come previsto dalle normative sul Testo Unico trascritte nel decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, in materia di imposte sui redditi,tutti i contribuenti, siano essi persone fisiche o persone giuridiche, ossia munite di Partita IVA, devono ogni anno comunicare all’amministrazione finanziaria i propri redditi e provvedere di conseguenza al calcolo delle imposte dovute.

Per consentire questa procedura l’Agenzia delle entrate mette a disposizione dei cittadini due tipologie di modelli dichiarativi differenti che sono il modello 730 e il Modello Unico.

Scelta del modello dichiarativo: 730

A questo punto vi chiederete ma quale dei due modelli dichiarativi devo presentare?
Bene se sei un soggetto che rientra nella categoria dei lavoratori dipendenti con un unico datore di lavoro o dei pensionati, quindi munito di sostituto d’imposta, o se sei un lavoratore in cassa integrazione o mobilità, un sacerdote della chiesa cattolica, un dipendente statale rientrante nelle mansioni di Consigliere Regionale, Provinciale o comunale o un socio di una cooperativa di produzione di lavoro, allora dovrai proseguire con la compilazione del modello 730.

Attraverso la compilazione di determinati quadri specifici del modello, nel caso in cui il contribuente ne sia in possesso, può usufruire di alcune percentuali di detrazioni e deduzioni, che in sede di liquidazione delle imposte possono portare ad un pareggio o ad un credito nei confronti dello Stato;

Eventuale credito sarà rimborsato attraverso il sostituto d’imposta nella busta paga di Agosto nel caso dei dipendenti e nel cedolino paga di settembre nei casi dei pensionati.

Per capire meglio facciamo un esempio.

Supponiamo che tu sia un lavoratore dipendente, quindi munito di sostituto d’imposta, con un reddito annuale lordo di 20.000,00, che durante l’anno ha sostenuto costi per visite mediche, pagamento di polizze assicurative sulla vita e spese veterinarie;

Per cui dovrai compilare il modello dichiarativo 730 in cui andrai ad indicare, nel quadro C i dati relativi al tuo reddito, ricavati dalla Cu rilasciata dal tuo datore di lavoro, e nel quadro P i costi sostenuti per le spese mediche, veterinarie e assicurative.

Nel quadro riepilogativo, attraverso un calcolo di verifica di capienza Irpef, trattenute vesate e detrazioni di cui è possibile usufruire verrà indicato se hai un credito nei confronti dello Stato.

Ovviamente come tutti i modelli dichiarativi anche questo ha una scadenza che solitamente è prevista per il 30 del mese giugno, anche se alcune volte può essere prorogata, e può essere presentata da tutti i sostituti d’imposta, dal Caf, dagli studi professionali, e attraverso la piattaforma dell’ Agenzia delle Entrate attraverso il modello pre-compilato.
Considerato però che la compilazione non sempre risulta semplice il mio consiglio è quello sempre di rivolgersi a personale specializzato nel settore, per evitare di imbattersi in brutte sorprese come sanzioni salate per errata compilazione.

Scelta del modello dichiarativo: Unico

Nel caso in cui invece non rientri in nessuna delle categorie sopra riportate o sei un lavoratore autonomo, o percepisci redditi diversi oltre a quelli relativi al lavoro dipendente, non sei residente in Italia o hai dei redditi prodotti all’estero, allora dovrai compilare il modello Unico.

Si ricorda che questa tipologia di modello viene utilizzato anche per la presentazione obbligatoria dei redditi per conto di contribuenti deceduti.

In sintesi

La differenza principale tra i due modelli consiste nel fatto che attraverso il primo modelli il contribuente ha modo di ricevere, se ne ha diritto, dei rimborsi da parte dello Stato, per versamenti Irpef effettuati in eccesso durante l’anno (capienza Irpef), o per percentuali di detrazioni e deduzioni relative all’anno d’imposta.

Mentre il secondo modello il più delle volte viene utilizzato dai contribuenti che hanno un debito nei confronti dello Stato, debito relativo alle tassazioni sul reddito prodotto, per cui attraverso questa forma dichiarativa hanno modo di versare gli importi, anche in forma rateale nelle casse statali.

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I modelli dichiarativi: il 730 e il Modello Unico ultima modifica: 2018-05-16T10:01:40+00:00 da Dr. Andrea Raffaele