Flat Tax, Vantaggi su Imposte sui Redditi, Successione e Donazioni

E’ un regime fiscale vantaggioso che si applica ai soggetti che, congiuntamente:

  • Siano persone fisiche (si tratta di un regime agevolativo non esteso alle società) con redditi prodotti all’estero;
  • Siano soggetti residenti all’estero per almeno 9 anni d’imposta negli ultimi 10,
  • Siano titolari di un reddito molto alto.

Questo regime consente di pagare meno tasse con riferimento alle imposte sui redditi personali. E’ infatti possibile conseguire un notevole risparmio fiscale, pagando una imposte sostituiva forfettaria di euro 100.000 sui redditi di fonte estera.

N.B.: la flat tax descritta nel presente articolo non si riferisce alla proposta di legge sulla flat tax con aliquota del 15% presentata nel libro di Armando Siri. In questo caso, l’imposta è definita Flat Tax per sottolineare la caratteristica di essere proporzionale, anziché progressiva. Flat deriva dall’inglese e significa “piatto”. La flat tax a differenza dell’Irpef, infatti, non è progressiva, bensì proporzionale; non esistono pertanto scaglioni di reddito a cui si applicano aliquote progressive.

Esempio di applicazione della flat tax è possibile ritrovarlo in Russia, laddove vige un’imposta proporzionale sui redditi con aliquota del 15%.

La Flat Tax introdotta in Italia nel corso dell’anno 2017 si riferisce ad un’imposta sostitutiva su persone con alto reddito e patrimonio.

Quando conviene l’applicazione della flat tax?

Va da sé che l’applicazione del regime fiscale agevolativo denominato flat tax conviene quando l’imposta personale sui redditi prodotti all’estero e da pagare in Italia è superiore alla soglia di euro 100.000.

Senza considerare deduzioni e detrazioni, se esaminiamo le aliquote irpef vigenti che si applicano ai diversi scagioni di reddito, la flat tax risulta conveniente quando il reddito imponibile annuo è superiore ad euro 250.000.

L’opzione flat tax è valida per 15 anni.

In pratica, con l’introduzione della flat tax l’Italia è diventata una sorta di paradiso fiscale offshore per quei soggetti, titolari di ingenti patrimoni e redditi esteri, che trasferiscono la residenza fiscale nel Bel Paese.

Esempio di applicazione della Flat Tax con riferimento alle imposte sui redditi

Vi proponiamo un esempio dell’applicazione della flat tax su un soggetto che percepisce redditi di lavoro dipendente, senza considerare deduzioni e detrazioni rilvanti ai fini irpef.

esempio flattax

Flat Tax: imposta forfetaria anche su successione e donazioni

La Flat Tax introdotta in Italia nel corso del 2017 è ispirata alle imposte forfettarie riconosciuta da diversi paesi dell’Unione Europea per attrarre soggetti stranieri con alti redditi e beni patrimoniali (Regno Unito, Portogallo, Irlanda e Malta).

Tuttavia, la flat tax italiana è ancora più favorevole degli altri regimi flat.

Infatti, oltre all’imposta forfettaria di 100 mila euro di tassa una tantum dovuta a titolo di imposta sui redditi, è anche prevista, al ricorrere di determinati presupposti (articolo 1, comma 158, legge 232/2016) una totale esenzione dalle imposte di successione e donazione.

Le disposizioni di legge stabiliscono che, per le successioni aperte e le donazioni effettuate nei periodi d’imposta di validità «dell’opzione» per la tassazione a forfait «esercitata dal dante causa», l’imposta di successione e donazione «è dovuta limitatamente ai beni e ai diritti esistenti nello Stato al momento della successione o della donazione».

Si tratta di un’innovativa esenzione dall’imposta sui trasferimenti a titolo gratuito relativamente ai beni situati all’estero, in favore del soggetto deceduto di una successione ereditaria o del donante di una donazione.

Gli effetti della flat tax sulle imposte di successione

Le norme sulla flat tax (in particolare il comma 158) sono fortemente innovative perché vanno a derogare il principio di territorialità del sistema di tassazione della successione.

In virtù del principio di territorialità stabilito dall’articolo 2 del D.lgs. 346/1990 (il Testo unico dell’imposta di successione), l’imposta di successione è dovuta in Italia:

  • sui beni ovunque localizzati nel mondo, se il defunto è residente in Italia al momento della morte;
  • solo sui beni esistenti in Italia al momento del decesso, se il defunto è residente all’estero; in tal caso, le imposte di successione sono dovute in Italia (comma 2).

Per i neo-domiciliati, invece, seppur essi siano residenti in Italia, i beni esteri di loro titolarità saranno totalmente sottratti alla tassazione italiana.

Gli effetti della flat tax sulle imposte di donazione

La flat tax esplica effetti derogatori anche con riferimento al principio, esplicitato nell’articolo 2 del Dlgs 346/1990, per il quale sono soggette a imposta di donazione in Italia le donazioni effettuate da soggetti residenti in Italia su beni e diritti «ancorché esistenti all’estero».

Al riguardo, occorre capire se la deroga opera:

  • solo con riferimento alle donazioni dirette all’estero, cioè i trasferimenti espressamente qualificati come “donazione” e rivestiti di forma notarile
  • anche con riferimento alle donazioni indirette;

E altresì, indipendentemente dal fatto che tali atti:

  • siano formati in Italia, ovvero all’estero;
  • abbiano come beneficiario/donatario un soggetto residente in Italia ovvero non residente.

“Considerato che la legge utilizza il termine “donazione” senza ulteriore specificazione, appare plausibile ritenere che l’esenzione possa comprendere, oltre alle donazioni “dirette”, anche tutte le liberalità “indirette” (come la cointestazione di conti correnti o il bonifico bancario a favore di un beneficiario senza il pagamento di contropartite da parte sua) che abbiano a oggetto asset esistenti all’estero. In sostanza, si abolirebbe in radice ogni discussione sull’assai controverso tema della tassazione delle liberalità diverse dalle donazioni, poste in essere, in Italia o all’estero, a favore di residenti in Italia. Per non parlare dell’esenzione di cui beneficerebbero i conferimenti in trust di “beni esteri”, posti in essere da soggetti che abbiano esercitato l’opzione per la tassazione forfettaria”. Da Il Sole24Ore del 23 Marzo 2017.

Come si aderisce all’opzione per la flat tax?

Secondo quanto disposto dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate dell’8 marzo 2017, il contribuente può esercitare l’opzione per l’applicazione della flat tax indicandola nella dichiarazione dei redditi.

Tuttavia, ha facoltà di presentare un apposito interpello preventivo all’Agenzia delle Entrate, circa la corretta applicazione del regime flat tax.

Elementi da indicare nell’Istanza

– i dati anagrafici e, se già attribuito, il codice fiscale nonché, se già residente, il relativo indirizzo di residenza in Italia;

– lo status di non residente in Italia per un tempo almeno pari a 9 periodi di imposta nel corso dei 10 precedenti l’inizio di validità dell’opzione;

– la giurisdizione o le giurisdizioni in cui ha avuto l’ultima residenza fiscale prima dell’esercizio di validità dell’opzione;

– gli Stati o territori esteri per i quali intende esercitare la facoltà di non avvalersi dell’applicazione dell’imposta sostitutiva.

Presentazione della Check list flat tax

Per verificare la sussistenza delle condizioni per l’adesione della flat tax, il contribuente presenta agli uffici dell’Agenzia delle Entrate l’istanza unitamente alla presente check list, che va compilata seguendo le istruzioni fornite dall’Agenzia.

Come si presenta l’istanza?

L’istanza di interpello va presentata dal contribuente alla Direzione Centrale Accertamento secondo una delle seguenti modalità:

  • mediante consegna a mano;
  • spedizione a mezzo plico raccomandato AR;
  • presentazione per via telematica attraverso l’impiego della casella di PEC.

I soggetti non residenti nel territorio dello Stato possono inoltre presentare l’istanza di interpello per posta elettronica ordinaria.

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Author: Ce.S.F.I. richiedi consulenza

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