Dichiarazione fraudolenta tramite fatture false: prova stringente per l’accusa


Dichiarazione fraudolenta tramite fatture false: prova stringente per l’accusa

Il reato di dichiarazione fraudolenta tramite fatture false non può essere provato solo sulla base della dichiarazione dell’emittente che disconosce la firma posta sui documenti. Le fatture non sono infatti documenti che si perfezionano con la sottoscrizione di chi li emette e pertanto, per provarne l’eventuale falsità, occorre avere dei riscontri obiettivi basati ad esempio sulle movimentazioni bancarie dell’impresa. Anche il reato di dichiarazione infedele, non può ritenersi provato sulla base della sola contabilità dell’impresa che avrebbe ricevuto le fatture non registrate dall’emittente. E’ infatti necessario quantomeno dimostrare documentalmente la fonte contrattuale dei rapporti commerciali tra le due imprese, nonché i flussi finanziari tra le stesse. A fornire queste interessanti precisazioni è la Corte di Cassazione, con la sentenza nr. 44897, depositata il 25 ottobre 2016.

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Dichiarazione fraudolenta tramite fatture false: prova stringente per l’accusa
Il Quotidiano IPSOA – Area Fisco

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