Credito IVA: come utilizzarlo?

Dalla dichiarazione IVA emerge un credito? Scopri come utilizzarlo per non incorrere in costose sanzioni! Ma soprattutto considera il nuovo termine di scadenza appena prorogato.

Per chi non fosse riuscito a rispettare il nuovo termine (anticipato quest’anno di ben sette mesi), il 28 febbraio, all’ultimo minuto, è stato prorogato fino al 3 marzo il termine per l’invio della dichiarazione IVA 2017 che da quest’anno va presentata in forma autonoma e non più unitamente quella dei redditi (ex modello UNICO).

L’Agenzia delle Entrate infatti ha reso noto in un comunicato stampa del 1 marzo la proroga dal 28 febbraio al 3 marzo per i rallentamenti riscontrati nella trasmissione delle dichiarazioni, quindi saranno considerate tempestive le dichiarazioni pervenute entro il nuovo termine.

Come utilizzare il credito IVA?

Quando dalla dichiarazione IVA annuale emerge un’imposta a credito è possibile in alternativa:

  • chiedere il rimborso del credito, se si è in possesso dei requisiti previsti dall’art.30 cc. 2-4 del DPR 633/72;
  • utilizzare il credito in compensazione verticale o orizzontale di eventuali debiti.

Rimborso credito IVA, quando è possibile?

Il contribuente che presenta una dichiarazione annuale IVA a credito può chiederne il rimborso, a seconda dell’importo rispettando le seguenti prescrizioni:

  • se il credito è inferiore ai 30.000 euro occorre presentare prima la dichiarazione annuale IVA e non occorrono ulteriori dichiarazioni, né prestare alcuna garanzia;
  • se il credito è superiore ai 30.000 euro invece è necessario presentare una dichiarazione IVA munita del visto di conformità unitamente ad una dichiarazione sostitutiva di notorietà (direttamente in un apposito riquadro della dichiarazione) che attesta la solidità patrimoniale del richiedente, la continuità aziendale e la regolarità contributiva;
  • se il credito IVA è superiore ai 30 mila euro e il richiedente rientra in determinate ipotesi di rischio, quali attività esercitata da meno di 2 anni, dichiarazione IVA sprovvista del visto di conformità, è necessaria la presentazione della garanzia. 

Cos’è la compensazione del credito?

Un metodo decisamente più veloce per utilizzare il credito IVA derivante dalla dichiarazione è la compensazione con altri debiti verso l’Erario. Esistono due tipologie di compensazione:

  • la compensazione orizzontale: con questo tipo, il credito può essere utilizzato per compensare un debito relativo a imposte di diversa natura come ad esempio IRPEF o INPS;
  • la compensazione verticale: in questo caso, invece, il credito IVA viene utilizzato per compensare un debito della stessa natura, cioè un debito IVA.

La compensazione va effettuata utilizzando il modello F24 e riportando i codici tributi riferiti al debito da compensare.

Come funziona la compensazione del credito IVA?

Dal 1 gennaio 2017 sono in vigore le nuove regole e i limiti per usufruire del credito IVA. Nel caso di compensazione verticale, ossia quella su debiti della stessa natura, non sono previsti limiti; al contrario sono previste delle limitazioni per la compensazione orizzontale del credito IVA, ossia quella con cui si compensa il credito con debiti di altra natura.
Ricordiamo che il limite massimo dei crediti di imposta compensabili nell’anno è di € 700.000, riguardo agli adempimenti, esistono poi delle precisazioni che tengono conto dell’importo del credito, nel dettaglio:

  • se l’importo è inferiore o uguale a € 5.000 è possibile utilizzare il credito immediatamente senza ulteriori adempimenti;
  • se l’importo è superiore a € 5.000 è necessario presentare la dichiarazione annuale IVA e utilizzare il credito a partire dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione; per l’utilizzo sarà necessario inviare il modello F24 dal 10° giorno successivo a quello in cui la dichiarazione è stata presentata attraverso i servizi telematici;
  • se l’importo supera i € 15.000 la compensazione può essere effettuata solo a seguito di presentazione della dichiarazione annuale munita del visto di conformità da parte di un soggetto abilitato, a partire dal 16 del mese successivo a quello di presentazione, inviando il modello F24 con i servizi telematici.

Quali sono le sanzioni per errata compensazione?

 

Nel caso in cui il contribuente utilizzi in modo errato il credito IVA, le sanzioni applicabili sono le seguenti:

  • utilizzo di un credito inesistente, ossia quando l’importo utilizzato in compensazione è superiore a quello risultante dalla dichiarazione, la sanzione varia dal 100 al 200% della misura del credito stesso;
  • utilizzo di un credito non spettante, ad esempio quando nell’anno solare si supera il limite di compensazione di 700.000€, la sanzione è pari al 30% del maggior credito utilizzato.

Dichiarazione IVA non presentata: cosa succede?

Niente paura, i contribuenti che non hanno rispettato il termine di presentazione della dichiarazione o hanno riscontrato errori o omissioni in quella presentata possono rimediare presentandola in un momento successivo e pagando le relative sanzioni:

  • se la dichiarazione viene presentata entro 90 giorni dalla scadenza, si considera tardiva e la sanzione è pari a € 250 ridotta a € 25 con il ravvedimento operoso;
  • se si presenta la dichiarazione dopo 90 giorni dalla scadenza, si considera omessa e in questo caso la sanzione varia dal 120% al 240% delle imposte dovute ovvero varia da € 250 a € 1.000 se non sono dovute imposte;
  • se si presenta oltre i 90 giorni ma entro il termine di presentazione della dichiarazione dell’anno successivo e prima che sia avviato un accertamento, la sanzione va dal 60% al 120% di quanto dovuto ovvero da € 150 a € 500 se non sono dovute imposte.

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Author: Vernieri Cotugno Dott.ssa Michela

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