CONTRATTI BANCARI: il requisito forma scritta soddisfatto anche con sottoscrizioni contenute in documenti distinti

CONTRATTI BANCARI: validi ed efficaci pur se sottoscritti dal solo cliente
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CONTRATTI BANCARI: è onere del cliente produrre la sua copia priva della sottoscrizione
1 marzo 2017
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Provvedimento segnalato dall’Avv. Mauro Gheda – Studio Legale Bazoli e Associati di Brescia

Non si condivide in alcun modo il principio di diritto affermato dalla sentenza Cass. civ, sez. 1, n. 5919/2016, che si pone in aperto contrasto con tutta la granitica giurisprudenza pregressa espressa dalla stessa Cassazione, peraltro della medesima sezione con medesimo Presidente, sicché si deve ritenere che all’interno della sezione vi sia un contrasto la cui composizione richiede un intervento chiarificatore delle Sezioni Unite. 

Non vi è ragione di discostarsi dall’insegnamento più volte ribadito, secondo cui il requisito della forma scritta ad substantiam è soddisfatto anche se le sottoscrizioni delle parti sono contenute in documenti distinti, purché risulti il collegamento inscindibile del secondo documento al primo, sì da evidenziare inequivocabilmente la formazione dell’accordo.

Questi i principi espressi dal Tribunale di Padova, Dott. Giorgio Bertola, con la sentenza n. 1663 del 30.05.2016.

Nella fattispecie considerata, una società correntista conveniva in giudizio la Banca, innanzi al Tribunale di Padova, onde far accertare e dichiarare la nullità/invalidità e/o inefficacia, totale o parziale di una serie di contratti intervenuti tra le parti, in ragione, tra l’altro, della mancata sottoscrizione del documento negoziale da parte dell’Istituto di credito, nonché rideterminare il rapporto di “dare ed avere”, ordinandone il ricalcolo secondo legge.

La Banca si costituiva in giudizio, chiedendo il rigetto della domanda in quanto destituita di qualsivoglia fondamento in fatto ed in diritto.

Il Tribunale, in ordine alla dedotta nullità dei contratti contestati per difetto di forma scritta, espresso il proprio dissenso in relazione al principio di diritto affermato dalla sentenza Cass. civ, sez. 1, n. 5919/2016, peraltro, in aperto contrasto con tutta la granitica giurisprudenza pregressa espressa dalla stessa Cassazione ed invocato, all’uopo un intervento chiarificatore, in merito, da parte delle Sezioni Unite, osservava che la previsione dell’art. 23 T.U.F., secondo cui i contratti relativi alla prestazione dei servizi di investimento devono essere redatti per iscritto, non è incompatibile con l’ipotesi di formazione di contratto attraverso lo scambio di due documenti, entrambi dal medesimo tenore, ciascuno redatto dall’altro contraente.

Ad avviso del Tribunale veneto, infatti, il requisito della forma scritta ad substantiam è soddisfatto anche se le sottoscrizioni delle parti sono contenute in documenti distinti, purché risulti il collegamento inscindibile del secondo documento al primo, sì da evidenziare inequivocabilmente la formazione dell’accordo.

Il Giudice adito, inoltre, sottolineava che, ove insorta sul punto una controversia, deve trovare applicazione la regola generale secondo cui, con riferimento ai contratti per i quali la legge prescrive la forma scritta a pena di nullità, la loro esistenza richiede necessariamente la produzione in giudizio della relativa scrittura, non surrogabile, ai sensi del combinato disposto degli artt. 2724, n. 3 e 2725, comma 2, c.c., dal ricorso alla prova per testimoni, ammessa nella sola ipotesi in cui il contraente abbia perso senza sua colpa il documento che gli forniva la prova del contratto, nonché dalla prova per presunzioni ai sensi dell’articolo 2729 c.c., dal giuramento ai sensi dell’articolo 2739 c.c., ovvero dalla confessione.

Il Tribunale invero, ribadito che la produzione in giudizio della scrittura da parte di chi non l’ha sottoscritta, quanto qualsiasi manifestazione di volontà del contraente che non abbia firmato, risultante da uno scritto diretto alla controparte, dalla quale emerga l’intento di avvalersi del contratto, realizzano un valido equivalente della sottoscrizione mancante, rigettava la domanda attorea, condannando la società correntista al pagamento delle spese di lite.

Per ulteriori approfondimenti in merito, si rinvia ai seguenti contributi pubblicati in Rivista:

CONTRATTI BANCARI: VALIDI ANCHE SE SOTTOSCRITTI SOLTANTO DAL CLIENTE

IL TRIBUNALE SPIEGA LE RAGIONI DEL DISSENSO RISPETTO ALL’ORIENTAMENTO DELLA CORTE DI CASSAZIONE (N. 5919/2016 E 8395/2016)

Sentenza | Tribunale di Bergamo, dott.ssa Laura Brambilla | 11.01.2017 | n.26

CONTRATTO BANCARIO: VALIDO ANCHE SE SOTTOSCRITTO DAL SOLO CLIENTE

LA PRODUZIONE IN GIUDIZIO DEL DOCUMENTO DA PARTE DELLA BANCA È EQUIPOLLENTE ALLA SOTTOSCRIZIONE

Sentenza | Corte d’Appello di Napoli, sez. terza, Pres. Giordano – Rel. Cataldi | 28.12.2016 | n.4571

CONTRATTI BANCARI: VALIDI ED EFFICACI PUR SE SOTTOSCRITTI DAL SOLO CLIENTE

NON È CONDIVISIBILE L’ORIENTAMENTO ESPRESSO DA CORTE DI CASSAZIONE CON LA DECISIONE N. 5919/2016

Sentenza | Tribunale di Pavia, Dott.ssa Mariaelena Cunati | 27.12.2016 | n.226


 

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Dr. Andrea Raffaele
Dr. Andrea Raffaele
Corporate Tax Consultant, Advisor e CTU del Tribunale di Roma con una solida esperienza Aziendale in attività di Amministrazione, Finanza, Controllo di Gestione, Pianificazione Strategica, Business Planning, HR e di gestione di progetti di Start-up aziendali, di Riorganizzazione e Change Management maturata in prestigiose aziende Nazionali e Internazionali