Come si fa il calcolo della rendita catastale

La rendita catastale è il primo tassello dal quale partire per il pagamento di diverse imposte. Per poter calcolare, ad esempio, IMU, TASI, successioni e donazioni è necessario risalire proprio a questo valore. In questo articolo scopriremo come procedere per il calcolo della rendita catastale.

Calcolo della rendita catastale

Calcolo della rendita catastale

Cos’è la rendita catastale di un immobile

La rendita catastale è il valore attribuito ai fini fiscali a ogni singolo bene immobile registrato presso il Catasto. Il valore della rendita catastale è iscritto al Catasto Fabbricati in relazione a ogni unità immobiliare registrata. Ciascuna unità immobiliare ha infatti la propria rendita catastale, ad eccezione degli immobili a destinazione particolare (stazioni ferroviarie, aeroporti, chiese, luoghi di culto, ecc…).

Calcolo della rendita catastale

Per la maggior parte delle unità immobiliari, il calcolo della rendita catastale avviene moltiplicando la consistenza dell’immobile per il corrispondente valore riportato nelle tariffe d’estimo.

Essa viene quindi definita a partire da due elementi:

  1. dimensione dell’immobile, espressa in vani catastali, m² o m³;
  2. estimo, ovvero un valore numerico assegnato all’immobile in base alla zona in cui è situato e alla sua destinazione d’uso. Le tariffe di estimo sono elaborate dall’Agenzia del Territorio in funzione del Comune, della zona censuaria, della categoria catastale e della classe di merito.

L’Agenzia delle Entrate suddivide il territorio in zone omogenee. Gli immobili presenti in ciascuna zona vengono ripartiti in categorie e classi. Ad ogni unità immobiliare è poi associata la consistenza catastale, ovvero la dimensione dell’unità stessa, che può essere espressa in vani, metri cubi o metri quadrati.

Quali sono le categorie catastali

Le categorie catastali sono:

  • Gruppo A (uso abitazione/uffici) – consistenza calcolata in vani
  • Gruppo B (alloggi collettivi) – consistenza calcolata in metri cubi
  • Gruppo C (uso commerciale e vario) – consistenza calcolata in metri quadri
  • Gruppo D (a destinazione speciale)  – consistenza non indicata
  • Gruppo E (a destinazione particolare)  – consistenza non indicata
  • Gruppo F (unità immobiliare che non produce reddito)  – senza rendita catastale

Cliccando qui, potrai scaricare subito la tabella delle categorie catastali per la classificazione dei beni immobili.

Nel 2015 l’Agenzia delle Entrate ha introdotto il dato della superficie catastale espressa in metri quadri in tutte (o quasi) le visure catastali. La revisione ha riguardato gli immobile censiti nelle categorie catastali A, B e C. In questo nostro precedente articolo trovi tutte le informazioni utili su come si calcolano i metri quadri nelle visure catastali.

L’Agenzia delle Entrate stabilisce infine la tariffa d’estimo unitaria di ogni categoria e classe. La tariffa d’estimo esprime il reddito del bene immobile al netto di spese e perdite eventuali e al lordo di imposte e contributi.
I parametri che incidono sulla rendita catastale sono quindi la superficie e la categoria catastale. Riassumendo, il calcolo della rendita catastale verrà effettuato moltiplicando semplicemente la consistenza per la tariffa unitaria specifica per Comune, zona censuaria e corrispondente alla categoria e classe. Per le unità immobiliari appartenenti ai gruppi delle categorie D ed E la rendita è determinata attraverso stima diretta.

Come si ottiene

La rendita catastale è allegata alle informazioni ottenute tramite la visura catastale. Si può richiedere all’Ufficio dell’Agenzia del Territorio. Tuttavia, il dato è facilmente reperibile anche attraverso le visure catastali online.

Per procedere con la richiesta è necessario essere in possesso di una serie di dati. Le modalità di richiesta sono infatti differenti a seconda delle informazioni di cui si dispone:

  • con i dati anagrafici del proprietario (nome, cognome, codice fiscale o denominazione persona giuridica e codice fiscale), è possibile richiedere una visura catastale per soggetto
  • con i dati catastali dell’immobile (terreno o fabbricato), si può effettuare direttamente la richiesta di una visura catastale immobile
  • se invece si conosce solo l’indirizzo dell’immobile, è preferibile richiedere una visura catastale per indirizzo

In tutti e tre i casi, il documento estratto dalla Agenzia delle Entrate conterrà il valore della rendita catastale.

A che serve la rendita catastale?

Conoscere la rendita catastale di un immobile è utile in diverse situazioni. Nello specifico, la rendita catastale serve per:

  • Pagamento imposte sulla casa IMU, TASI e TARI
  • Stipula atto di compravendita immobiliare
  • Presentazione dichiarazione di successione

Per approfondire l’argomento, ti consigliamo anche la lettura di Rendita catastale: come ridurla ai fini delle imposte.

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Author: Redazione

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