BOCCIA: “PRIORITÀ RIFORME PER CRESCITA”


BOCCIA: “PRIORITÀ RIFORME PER CRESCITA”

«No, Confindustria è un corpo intermedio, non un partito. Non inseguiamo il consenso elettorale né i sondaggi. Rappresentiamo l’impresa e prendiamo posizione rispetto ai suoi interessi e alla necessità che nel Paese continui la stagione di riforme». Così il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, in un’intervista al Corriere della Sera, risponde alla domanda se sia pentito dell’endorsement per il Sì al referendum costituzionale. Confindustria è più debole da oggi? «E perché? Perché abbiamo avuto il coraggio di una posizione chiara a nome dei nostri associati? Sono orgoglioso di questo. Da oggi restano prioritarie le riforme per la crescita e la competitività», spiega Boccia, che rispondendo al Carroccio che gli chiede di dimettersi afferma: «La lettura del voto conferma che la crisi economica resta il vero nemico. La crisi ha reso il Paese sempre più duale, anche nel mondo delle imprese, dove una parte va bene mentre molte altre soffrono. La Lega, come gli altri partiti, si occupi di questo. Noi siamo equidistanti dai partiti e chiediamo risposte».
Quanto alla valutazione del voto da parte di Confindustria «è già previsto un Consiglio generale per metà dicembre. Contiamo che per allora la legge di Bilancio sarà stata approvata anche al Senato, perché contiene strumenti utili per l’industria. Insisteremo su un’agenda per la competitività – sottolinea Boccia -. E sulla necessità di affrontare la questione europea con politiche improntate alla crescita. Le priorità restano Fisco, energia, credito e relazioni industriali, dove già abbiamo fatto passi avanti con l’accordo con i sindacati sui premi di produttività nelle piccole e medie imprese e con quello per un sistema di politiche attive innovativo. Inoltre, il rinnovo del contratto dei metalmeccanici è una tappa importante e domani incontreremo Cgil, Cisl e Uil per arrivare presto a discutere degli assetti della contrattazione».
Le previsioni del vostro Centro studi indicano recessione in caso di vittoria del No. Ma Boccia non conferma e chiarisce: «Le stime di cui parla sono di giugno quando tutti pensavano che il referendum si sarebbe tenuto prima della legge di Bilancio. C’è stato anche un nostro errore di comunicazione. Volevamo dire che se il No avesse impedito l’approvazione della manovra era concreto il rischio di recessione. Ma poi la data è stata fissata al 4 dicembre e il quadro è cambiato, tanto è vero che Confindustria ha definito eccessive le previsioni negative sulle conseguenze del No fatte da diversi giornali stranieri».
E alla domanda su quale governo auspichi, il presidente di Confindustria replica così: «Non rispondo. Per noi è importante un governo stabile che affronti i problemi».
(ITALPRESS).

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