Aumento IVA rimandato al 2018

Il Governo Renzi ridefinisce oggi imposte e clausole di salvaguardia. La Legge di Bilancio 2017 sterilizza il tanto temuto aumento IVA previsto a decorrere dal prossimo anno. Sarà rimandato al 2018 con una previsione di incremento dall’attuale 22% al 25%. L’IVA agevolata verrà incrementata dal 10% al 13%

Aumento IVA 2018

Aumento IVA 2018

Le clausole di salvaguardia per il 2017 sono state temporaneamente messe in stand by. Introdotte nel 2011 dall’allora Ministro Giulio Tremonti, prevedono un adeguamento automatico di imposte e tasse. La finalità è quella di mantenere inalterati i conti dello Stato ma, a ben vedere, si tratta di un sistema per procrastinare nel tempo le decisioni sul bilancio dello Stato.

L’importo complessivo delle clausole di salvaguardia è impressionante. Sono 15,13 miliardi di euro quelle previste per il 2017 e oltre 19,57 miliardi di euro quelle del 2018. Le clausole di salvaguardia vengono utilizzate come forma di copertura per le voci di spesa del bilancio statale. Si prevede quindi che, in caso di mancata copertura, verrà previsto automaticamente l’aumento di una imposta o la riduzione di una agevolazione fiscale.

Quali effetti con aumento IVA nel 2018

L’aumento IVA è quindi stato solo rimandato, non scongiurato definitivamente. La previsione è quella di un incremento dell’imposta sul valore aggiunto nel 2018 al 25% e nel 2019 al 25,9%. L’IVA agevolata verrebbe (il condizionale è d’obbligo in questo caso) incrementata dal 10% al 13% sempre nel 2018. Si tratta, naturalmente, di previsioni che verranno verificate nel corso dei prossimi mesi sulla base del bilancio dello Stato. Il Governo ha stimato infatti di incassare entrate tributarie pari a 1,6 miliardi di euro nel 2017. I conti si faranno al 10 settembre 2017. Qualora questa previsione non venisse rispettata, è stato già previsto un incremento delle accise per 800 milioni. I restanti 800 milioni verranno finanziati attraverso i tagli alle voci di spesa nei ministeri. Gli aumenti delle accise riguarderanno:

  • carburanti per riscaldamento e autotrazione (benzina e diesel)
  • bevande alcoliche
  • tabacchi

Le associazioni di categoria, Confcommercio in primis, hanno già manifestato la propria contrarietà a questi provvedimenti. L’Ufficio Studi della Confederazione ha rilevato come il rischio di un aumento IVA porterà alla stagnazione dell’economia italiana.

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Author: Redazione

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