I gattopardi del porcellum


Ed eccoci nuovamente qui a parlare di attacco alla democrazia parlamentare. Chi pensava che dopo il voto del 4 Dicembre ci sarebbe stata una giusta tregua e anzi, una meritata ripresa di spazi decisionali da parte del nostro Parlamento si sbagliava di grosso. La legge elettorale è soltanto l’ultima delle fiducie richieste dal Governo Gentiloni per far passare i provvedimenti in aula.

Secondo un recente studio OpenPolis, il rapporto fra i voti di fiducia e le leggi approvate del Governo Gentiloni è del 44.19% , un solo punto in meno rispetto al Governo Monti, che probabilmente verrà raggiunto e superato entro la fine di questa legislatura. L’utilizzo della fiducia taglia i tempi di approvazione delle norme, ma allo stesso tempo anche i tempi di discussione democratica.

Il Rosatellum-bis, che per essere identificato al meglio ha bisogno della locuzione Porcellum 3.0 (il 2.0 era l’Italicum) inventata dal compianto Sartori, comincerà il suo iter parlamentare tra poche ore con la fiducia sul primo articolo, per poi concludere le votazioni alla Camera entro domani. Dei precedenti tutt’altro che lusinghieri si hanno nel 1923 con la Legge Acerbo durante il ventennio mussoliniano, nel 1953 con la “Legge Truffa” durante il Governo De Gasperi e infine nel 2015 con il celebre Italicum. Queste leggi elettorali oltre alla questione di fiducia, hanno in comune la pregiudiziale di incostituzionalità e tentano di distorcere il voto popolare, attraverso premi di maggioranza abnormi o parlamentari nominati dall’alto.

A questo punto tranne il voto segreto, (che sarà minato dalla richiesta di fiducia) l’unica ancora di salvezza rimane la possibile inammissibilità degli emendamenti canguro da parte dei presidenti della camere, così da permettere una sacrosanta discussione democratica sulla nuova legge elettorale.

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L’ Intellettuale Dissidente
Author: Matteo Roselli

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