E’ vero, c’è un’emergenza democratica. Non è la legge elettorale ma la censura votata dal Senato



“(ANSA) – ROMA, 10 OTT – La legge europea passa al Senato con 118 sì, 17 no e 69 astenuti. Il provvedimento, che contiene tra l’altro la norma che introduce l’aggravante della “minimizzazione” di crimini come la shoah, deve ora tornare alla Camera. I senatori di Mdp si sono astenuti. (ANSA). BSA 10-OTT-17 19:19 NNNN. (ANSA) – ROMA, 10 OTT – “Se si dovesse riconoscere l’aggravante della minimizzazione di un crimine come quello di guerra si rischia il carcere dai 2 ai 6 anni”. A sottolinearlo nell’Aula di Palazzo Madama è il senatore di “Idea”, Carlo Giovanardi, che definisce “vergognosa” la norma contenuta nella legge europea (art.5) che, oltre all’aggravante del negazionismo della Shoah, introduce, per il reato di opinione previsto nella legge Mancino nei casi di razzismo, omofobia ecc, anche quella di minimizzazione. (ANSA). BSA 10-OTT-17 17:04 NNNN”. Da ieri, il mondo è un posto migliore. Più giusto. E tutto grazie al voto del Senato, proprio quel ramo del Parlamento che Matteo Renzi voleva mandare in soffitta insieme al CNEL con la sua riforma costituzionale.

Sentivamo il bisogno dell’aggravante di minimizzazione in tema di discriminazione e razzismo, visto che finora la tagliola della censura era stata davvero troppo blanda, così come l’attenzione sul tema di politica e media. Meno male che hanno messo una pezza, d’ora in poi sentiremo parlare con maggiore frequenza e attenzione di gay e nomadi in tv e sui giornali, il tutto in base a criteri di correttezza politica quasi chirurgici. Ovviamente, nessuno sa un cazzo di quanto accaduto ieri al Senato, Né si è avuta la decenza di spiegare agli italiani cosa sia questa Legge europea, di fatto un orrendo omnibus stile Leviatano, che il Senato e la Camera sono chiamati a recepire, oltretutto sotto la spada di Damocle di una potenziale procedura di infrazione. Ma si sa, ieri c’erano cosa più importanti a cui pensare. La pantomima catalana, in primis. E poi lo strappo sulla legge elettorale, con il governo che ha autorizzato la fiducia.

E’ vero, il voto di fiducia su un tema simile è una forzatura. Ed è, altresì, sintomo di sfiducia del vertice PD verso i suoi eletti nei due rami del Parlamento, dei brighella tali da non poter essere lasciati liberi con la propria coscienza, tanto più in caso di voto segreto. Li chiamano “franchi tiratori”, una sorta di soggetto mitologico che salta fuori ogni qualvolta c’è profumo di urne nell’aria e occorre impallinare qualcuno. E’ altrettanto vero che la legge elettorale in discussione, il Rosatellum-bis, è una merda destinata a due soli scopi: far perdere seggi al Movimento 5 Stelle e garantire il caos post- voto, in modo che lo spauracchio dell’ingovernabilità spiani la strada a un inciucio PD-Forza Italia in nome della lotta allo spread o chissà quale altro mostro si palesi (ad esempio, mi viene in mente la nuova normativa della BCE sulle sofferenze bancarie). Ma tranquilli, merda per merda, non saranno le preferenze bloccate o i “nominati” nelle liste a mandare alla rovina questo Paese: pensate che il “tedeschellum” con la sua forte componente proporzionale avrebbe sortito migliori effetti?

Parliamoci chiaro, in Italia il problema non è la legge elettorale, bensì la classe politica che questa manda in Parlamento: a politici di merda corrisponde azione politica di merda, maggioritaria o proporzionale che sia la legge che li sceglie. Dico questo per una ragione che si interseca direttamente con la delirante decisione del Senato, relativamente all’aggravante di “minimizzazione” contenuta nella Legge europea. All’atto del via libera al voto di fiducia da parte del governo sul Rosatellum-bis, infatti, oltre a M5S sono stati i partiti a sinistra del PD – MDP e Sinistra italiana, oltre a Fratelli d’Italia – a scomodare termini come “emergenza democratica”, “deriva golpistica”, “atto eversivo”. Paroloni. non c’è che dire. Cui, se si fosse seri, occorrerebbe far seguire comportamenti in linea. E cosa hanno fatto i satelliti rossi del PD per dimostrare con i fatti la loro indignazione, oltre a convocare i loro militanti in piazza del Pantheon questa sera?

Hanno voluto inviare il più classico dei segnali politici al PD, essendo loro talmente tanto rivoluzionari e discontinui da reggergli – di fatto – la maggioranza in Aula con i numeri. E lo hanno fatto proprio al Senato e proprio sulla Legge europea in discussione: in questo caso, la vendetta andava consumata calda. Bollente. La proposta di modifica all’articolo 12 del provvedimento, che aveva ricevuto parere contrario di governo e maggioranza, è stata infatti approvata con 123 sì, 102 no e 4 astenuti. Accidenti, davvero un bel modo di ricordare i 50 anni dalla morte di Che Guevara, dei veri irriducibili. E sapete di cosa si tratta? L’emendamento riguarda l’etichettatura dei prodotti lattiero-caseari. La norma che è stata approvata mirava a cancellare un comma che prevede che tutta l’etichettatura dei prodotti lattiero caseari venga riprodotta solo nei documenti d’accompagnamento delle merci e non sul prodotto stesso. Avendo cancellato questa norma, il consumatore ora potrà vedere direttamente sul formaggio chi l’ha prodotto e da dove esso proviene. I senatori di Mdp hanno votato con l’opposizione, battendo in questo modo la maggioranza.

Capito, gente? Oggi c’è davvero da festeggiare: abbiamo l’aggravante di minimizzazione e anche l’etichettatura direttamente sul formaggio! Ecco la serietà di chi strepita contro la legge elettorale. Ecco il modo in cui si trattano norme europee in Aula, partendo dal presupposto che trovo orwelliano che nello stesso provvedimento si discuta di discriminanti razziali e gender insieme all’etichettatura del Parmigiano. E se si arrivasse a una sintesi? Ovvero, etichettare chi è ritenuto razzista e omofobo, in modo da riconoscerlo e ghettizzarlo e, contestualmente, aggravare le pene per chi minimizza la contraffazione dei prodotti lattiero-caseari italiani? Magari, ampliando la norme anche alla minimizzazione interna: perché non parlare con lo stesso rispetto riservato al Grana Padano anche dei formaggi di malga? Tutto pensavo in vita mia ma non di arrivare a vivere sulla mia pelle questo.

Oltretutto, nel silenzio totale dei media. Ma si sa, siamo in campagna elettorale. Sui social si moltiplicano di giorno in giorno i casi di censura, più o meno diretti. Ormai siamo alla censura preventiva, hanno ottenuto lo scopo desiderato: la gente, me ne accorgo io stesso, ci pensa dieci volte prima di esprimere liberamente il proprio pensiero. Giusto o sbagliato, stupido o intelligente che sia. Come chiamate un mondo simile? Ora poi c’è la minimizzazione. Ovvero, se dovessi azzardarmi a dire che tramutare in caso di Stato la storia del gay napoletano cacciato di casa dalla madre al compimento del 18mo anno di età che ottiene da un giudice il diritto al mantenimento è puro esercizio di stile ideologico pro-gender, rischio la galera, perché minimizzo la sua storia rispetto, che so, alle tensioni tra USA e Turchia sulla Siria o al Russiagate.

Siamo al relativismo dei diritti tramutato in difesa degli stessi: in parole povere, stiamo arrivando a un mondo in cui esiste una fattispecie di reato per qualsiasi pensiero fuori linea del politicamente corretto. Cosa vi avevo detto che, passo passo, si stava arrivando alla criminalizzazione di massa del dissenso? Tutto in silenzio, senza far rumore. E da qui al divieto fisico a manifestare, non mancherà molto, avanti di questo passo. I nostri cialtroni pensano che sia un buon modo per impostare la campagna elettorale, nemmeno rendendosi conto di essere – con il loro voto – solo pedine di una partita più grande. Pedine che si possono sostituire dalla sera alla mattina, senza fatica. Viviamo in un mondo dove la libertà di espressione finisce nello stesso calderone dell’etichettatura lattiero-casearia, rendetevi conto.

E dove qualche genio che straparla di “golpe” per una legge elettorale di merda, non trova di meglio da fare che usare quel provvedimento per portare a termine vendette politiche degne di un bambino dell’asilo. Sembra quasi un Grande Fratello in versione benigna, farsesca, fantozziana. Ma è solo per renderlo più digeribile e mimetizzabile. Non c’è nulla da ridere. Altro che legge elettorale.


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Rischio Calcolato
Author: Mauro Bottarelli

CommercialistaDiRoma.Com